Alberto Inglesi a Podere Forte: la Toscana ha finalmente la sua Delfi

David Tammaro 21-10-2018 ore 23:40 Arte, Scultura

Si è inaugurata oggi 21 Ottobre la mostra di Alberto Inglesi: “Asimmetrie mitologiche” Podere Forte - Castiglion d’Orcia. Non è troppo riconoscere che quest’artista ha inaugurato un nuovo modo di vivere l’arte, all’interno di una cornice privata, non in un palazzo pubblico, tuttavia in un luogo scelto si carica di oracolare e divinatorio.

La saggezza del Dott. Forte che ha restituito al mondo un luogo d’elezione donando con amore, dedizione e curatela, tutte le sue energie a questa sua vasta tenuta in terra di Castiglion d’Orcia si è unita all’animismo dell’Artista Maledetto del terzo millennio. Inglesi incarna con le sue opere lo spirito ereditato dal suo Maestro Plinio Tammaro, che ha vissuto amato e curato Modigliani. Plinio Tammaro prima e Inglesi poi sono gli sviluppi del modiglianesimo. Un animismo spirituale che nel corpo femminile, nelle sue celebri deformazioni anatomiche, ha generato una Nuova Figura dal mondo classico e dalla scultura gotica e medievale Senese e poi rinascimentale ( la madonna di Tino di Camaino, le figure di Goro di Gregorio, Lando di Pietro o le cromatiche madonne lignee di Jacopo della Quercia), per passare poi alla forza di Michelangelo, al soffio vitale di Bernini, Goya, Ingres, Toulouse Lautrec e giungere tramite Brancusi e Zadkine alla maturità di Modì. Maledetto il percorso artistico di Inglesi che come per il suo maestro Plinio Tammaro non può prescindere da Lipchitz, Moore, Ipoustéguy. Questa la linea artistica e scultorea che Inglesi oggi ci consegna nelle numerose sculture presenti al Podere Forte fino al 6 Gennaio. Un percorso che attinge dalla poetica del Sublime della Scultura Senese e si proietta nella Nuova Figura per tutto questo secolo avvenire senza cedere alle lusinghe modaiole, come Modigliani respinse le avances di Severini, quando, anche lui toscano a Parigi, gli propose di abbracciare il Futurismo.

Quando pochi giorni fa – tre se non ricordo male – Alberto che conosco da sempre, mi ha chiesto di introdurre la sua mostra, in occasione dell’inaugurazione che aveva organizzato per domenica 21 Ottobre. La gioia di poter stargli vicino mi ha investito come uno tsunami. Alberto è tramite mio padre, parte di me.

Non avevo però ancora capito nulla. Capita spesso con Alberto per la sua imperdonabile laconicità. Prendo macchina e pochi amici e m’inoltro nella tarda mattina ad affrontare un’improbabile inaugurazione alle tre del pomeriggio. Il territorio piano piano trasforma la sua bellezza mozzafiato in magia. Il pellegrinaggio inizia a parlarti della sacralità dei luoghi: Castiglion d’Orcia, il Castello Potentino le due Rocche teatro della lunga e secolare Opera teatrale della Via Francigena il cui palcoscenico, come un fiume carsico, affiora per centinaia di chilometri sulle nostre terre verso il nord. Con incredulità mi avvicino su una strada bianca a luoghi ancora incontaminati dalla stupidità dell’uomo, dalla sua mania egotica di eccessiva antropizzazione. Sembra, lasciando indietro forre ed erti crinali, di abbandonare il tempo e di giungere oramai puri e nudi in un luogo d’elezione, in diretto contatto con il Sacro, con il divino. Lontano sagome di castelli rocche, monasteri in un territorio che sommessamente urla – nel panorama a tutto tondo -  la ieraticità del Buon Governo di Simone Martini le cui fughe, colori e prospettive non si capiscono se non si vedono questi luoghi. Sembrerebbero anch’esse improbabili, ma sono pura descrizione di questa ieraticità che ora vivo. La terrazza con vista mozzafiato che proietta all’infinito, limita il cammino dell’occhio in basso da un mare di olivi e l’orizzonte da superfici cromatiche rubate ai quadri di tutte le epoche e di tuti gli artisti sulle crete senesi.

Non ho dubbi. Ora è chiaro! Alberto ha creato una nuova Delfi qui nel cuore della Toscana, frontiera tra senese e grossetano in cui le sue figure, le sue sculture sono voce oracolare di un sacro e divino panteistico, antico quanto l’uomo e che solo la grecità, la sua grandezza socio-filosofico-artistica ha saputo descrivere nei suoi luoghi divinatori: Olimpia, Delfi, Cuma, Eleusi, Pergamo.  Oggi, grazie alle Pizie di Inglesi, che cantano il mito come metamorfosi, si aggiunge ai luoghi oracolari Podere Forte.

 

David Tammaro                                                            Podere Forte 21 Ottobre 2018

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