Cambiare i trattati o trattati completamente diversi

David Tammaro 01-02-2017 ore 09:49 Economia, Euro
Che pasticciaccio brutto questa Europa!!! Non è questa l’Europa che abbiamo sognato! Sono 15 gli anni da quando il grande sogno di una Europa unita è divenuto realtà, con la reale circolazione dell’Euro nei dodici paesi iniziali, anche se il processo di cambio monetario era iniziato fin dal 1999. Il sogno, in vero è stato coltivato anche molto più a lungo. Chi è della generazione degli anni ’60 o prima, se lo ricorderà, la costruzione del sogno avveniva in accelerazione a suon di composizioni, temi e di disegni nelle scuole italiane, con tanto di letture, di filmati, di propaganda e di buoni propositi. Ed eccoci ora dopo 15 anni di plutocrazia con una Europa a 28 stati. A parte lamentele di qualche politico da non prendere sul serio Salvini, Grillo, Meloni - e una becera e volgare politicizzazione sull’Europa, nessuna vera riflessione nessun incontro, nazionale o europeo, per riparlare della formulazione dell’Europa, dei suoi trattati delle condizioni di appartenenza. Eppure sembra a noi che ve ne sia estremo bisogno ed è una necessità con priorità assoluta, quando la politica di rigore europea ha prodotto la condizione in cui oggi versa la Grecia, la Francia che anno dopo anno sfora gli accordi, l’Italia e le sue banche fino ad arrivare alla Deutche Bank. La domanda deve essere chiara ovvero: questa Europa sta andando nella direzione di rendere i paesi Europei più uniti, più coesi e soprattutto le loro popolazioni in questi anni hanno migliorato la loro condizione di vita? Possiamo continuare a votare governi che per un conto o per un altro possono incidere solo marginalmente, sulla reale situazione Europea? La Grecia ce lo ha dimostrato, smascherando le vere intenzioni. Ma allora possiamo sperare di poter modificare i trattati o dobbiamo aspettare una rivoluzione europea che azzeri questi trattati e che stabilisca altri e nuovi a partire da una logica NON liberista. Alcuni elementi di riflessione:
1)concorrenza spietata sul piano economico tra paesi della comunità (vedi ad esempio Italia e Romania) Le logiche economiche neoliberiste portano un'introduzione della concorrenza selvaggia tra stati europei con la conseguenza di una rovinosa competizione tra loro. Prendiamo il caso della Romania, che pur stando in Europa ha determinato una delocalizzazione delle nostre imprese da almeno 12 o 13 anni. In Romania c'èancora il Leu e non l'euro. Le banche Italiane in Romania,le stesse che in Italia ai nostri imprenditori non concedono il credito, agli stessi che hanno delocalizzato concedono tutto il credito che vogliono ad un tasso del 6%. L'Europa - che si scrive Europa ma si legge Germania - ha deciso che l'Italia dovesse fallire e infatti consente che lo stipendio medio di un lavoratore in Romania sia 350 euro al mese, permette che in Romania possano essere violate tutte le norme ambientali, consente una tassazione flat al 16%, permette che il costo dell'energia sia del 20% in meno rispetto all'Italia. In questa condizione la lotta è impari. Non c’è motivo che l'Europa permetta che questo esista perché l'Italia concorrre ad erogare un contributo anche per finanziare la crescita dell'economia della Romania, sottraendo risorse alla propria, per esserne pugnalata alle spalle e dover registrare una disoccupazione giovanile oltre il 40%. Si può credete condividere che qualcosa non vada, che ci sia da rivedere? C'è del marcio a Bruxelles! Rivediamo le regole che forse non sono state ben pensate - voglio credere - altrimenti sono un disastro completo all’insegna del disfattismo. Se èdifficile farle approvare da Viktor Mihály Orbán che erige muri per l'immigrazione senza che l'Europa lo sanzioni, forse è il caso di riflettere. Quindi dico SI all'Europa ma ad una Europa che non sia solo euro, quote latte o in genere quote di produzione, ma sia politiche economiche eque e politiche sociali omogenee, politiche ispirate allla equi distribuzione e quindi al socialismo e a una vera integrazione tra stati. Far vivere le banche per uccidere i cittadini non credo fosse il sogno di noi europeisti. Dobbiamo cambiare rapidamente qualcosa altrimenti questa Merkel-Europa ci porta allo sbando totale;
2)rapporti diseguali inoltre tra i vari paesi della Comunitá Europea tra loro componenti di bilancio in economia reale e finanza;
3)Maastricht aveva nel suo spirito il desiderio di nordificare i paesi mediterranei pensando di fare degli italiani tanti tedeschi, ma italiani, spagnoli, francesi e greci NON sono tedeschi e non lo diventeranno mai,quindi il gioco è viziato all’origine;
4)Avrebbe senso creare un Euro del Nord (NEURO) e un Euro del Sud (SEURO)? Ecco che anche la Merkel parla di voler lanciare a marzo il progetto di una Europa a due velocitá.
5)Quale èil baricentro europeo Firenze o Berlino? Dobbiamo credere che il nucleo euopeo sia il distretto Nord o geopoliticamente possiamo concordare che Spagna grecia, paesi balcanici lo spostino a Firenze? Bene solo la Germania si arroga il diritto di parlare a nome di tutta, e incarnare tutta, l’Europa anche in rapporti oltre oceanici, vedi anche i recenti scambi con Trump!
6)Il cambio iniziale dell’ euro a 1927,32 lire è stato per noi penalizzante anche per la pessima e inadeguata vigilanza dei governi che hanno quindi mal accompagnato l’ingresso dell’euro in Italia. Il passaggio medio dei costi ha registrato l'equivalenza invece di 1000 lire a un euro. Il potere d’acquisto è calato istantaneamente del 100%, ma salari e pensioni sono rimasti gli stessi e per gli statali i salari sono anche da oltro otto anni bloccati;
7)La politica Europea si basa sulla esportazione e quindi rispetto alla globalizzazione è che tende a schiacciare soprattutto diritti e costo del lavoro;
8)Il coefficiente del contenimento entro il 3% del rapporto Debito pubblico/PIL è stato un bizzarro numero che però manifesta il vero intendimento, quello di far fin da subito chiarire che le nazioni del sud Europa devono rapidamente allinearsi e contenere, ovvero abbattere in tempi rapidi il debito pubblico. I paesi del nord in coro intonano il peana della restrizione, restrizione sulle economie di privazione. Sicuri che questa sia la ricetta economica corretta?
9)La globalizzazione ha comportato la distribuzione della povertà non della ricchezza schiacciando in basso il ceto medio, uccidendolo e non esiste democrazia senza ceto medio. La ricchezza, rimane nelle mani dell’1% della popolazione;
10)L’Europa non è un soggetto politico unico come invece i suoi competitor attuali Cina e USA. L’Europa non rappresenta i suoi 550 milioni di persone ma la somma degli 80 milioni dei Tedeschi, dei 60 milioni dei Francesi e di circa un ugual numero di Italiani. Trump infatti si oppone alla Germania;
11)L’Europa èuna costruzione solo monetaria, ma non si sviluppa il sistema socio politico e fiscale, militare, culturale etc…
12)Non essendo un unico soggetto politico l’Europa non ha espresso una soluzione al problema immigrazione;
13)Paga stranamente la alcuni milioni di euro alla Turchia per non risolvere nulla e sponsorizzare un regime autoritario - dittatoriale;
14)La struttura socio economico dell’Europa si doveva fondare sul Socialismo e non sul Liberismo, siamo stati traditi;
15)Non esiste una standardizzazione sanitaria ed ecologica tra i vari stati membri, Leuropa si sta provando a infliggere a noi una sanzione per eccesso di produzione di Co2;
16)Dopo la Brexit l’Europa si sta sgretolando;
17) Oltre la Gran Bretagna anche le prossime elezioni in altri paesi europei: Francia e Germania preoccupano e se viene chiesto Europa si, Europa no, ai francesi solo circa al 55% piace l’europa contro un 34%; meglio in Italia 63% afavore e 29% a sfavore, In Germania 75% a favore contro il 17%;
La sfida è tutta aperta e sarebbe sbagliato credere ciecamente ad una Europa che non ci aiuta, non ci rende più forti e ci protegge dalle guerre. E’ vero la mia generazione non ha conosciuto la guerra e quindi uno scopo l’ha raggiunto: un lungo periodo di pace in Europa. Il suo valore è incommensurabile. Ora però dobbiamo pretendere di più.

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